Una immersione a Favignana

Atlantide Diving CenterCiao a tutti, eccomi qua a raccontarvi la più bella immersione che abbia mai fatto nel Mediterraneo. Andiamo per ordine, quest’anno la nostra scelta per le ferie estive è caduta sull’isola di Favignana. Questa è situata nell’arcipelago delle Egadi a largo di Trapani. Per le nostre immersioni ci siamo appoggiati per le nostre immersioni al diving “Progetto Atlantide”. Il diving è gestito dal famoso Scipio, premiato dalla FIPSAS per le sue 10.000 e più immersioni fatte in ogni angolo di mondo, e da suo nipote Ivan. Qui si segue solo la didattica FIPSAS, e francamente si vede. La preparazione dei gestori e delle guide è veramente professionale.

Il prologo – La Secca di Atlantide

Ma veniamo al dunque, a Favignana esiste il mito della secca di Atlantide. È un punto di immersione famoso per il corallo nero e per la meravigliosa parete piena di Gorgonie e anfratti. Questi sono ricchi di ogni specie conosciuta, aragoste, cernie, mustelle ecc. Ma è anche famosa per la sua difficoltà a causa delle correnti e soprattutto per la profondità. Si parla di scendere a -60 metri!!!

È una immersione che viene proposta solo due/tre volte all’anno. È consentita solo a brevettati dal terzo grado (dive master) in su. Per poter partecipare bisogna fare alcune immersioni con Ivan e Scipio che verificano le capacità. La mia voglia di fare questa immersione era davvero forte, ma non avevo mai chiesto di farla. Inaspettatamente, un giorno Ivan viene da me e mi dice: “Stasera passa qua al diving che pianifichiamo Atlantide, domani te la faccio fare!!”. “Zio Billy”! Non ci potevo credere. La sera vado al diving e ci mettiamo a tavolino. Tabelle alla mano e calcolatrice per pianificare consumi e tempi. Ivan è categorico e mi dice: “Beppe mi raccomando CERVELLO in modalità ON, e stasera a letto presto!!!

L’opportunità

Ci diamo appuntamento per la mattina successiva alle nove. Siamo in quattro: Ivan, una sua guida, un altro istruttore FIPSAS di Cuneo ed io. Prepariamo la barca, stiviamo le attrezzature e via… si parte, prua a sud ovest. La navigazione dura circa venti minuti. Siamo a largo di Favignana a circa tre miglia dalla costa. Ivan di colpo cala il motore e dice CI SIAMO!!!

Immersione a FavignanaCi prepariamo e Ivan procede con il briefing. Sembriamo incursori della Marina da come siamo “tappati”. Abbiamo “due” di tutto. Vengono calate in acqua due bombole con due primi stadi e due erogatori. Ogni gruppo pronto per le nostre soste di decompressione.

L’immersione inizia

Ci buttiamo in acqua. Segnale di Ok e cominciamo la discesa. Guardo giù e seguo la cima dell’ancora, vedo solo blu!!! Uno sguardo al mio compagno e ci scambiamo l’Ok. Nella discesa getto ogni tanto uno sguardo alla profondità sul computer. Arriviamo a – 30 metri e vedo il cappello della secca. Si scende ancora, alla base dell’ancora – 37,8 metri! Ivan ci chiede se tutto ok e ci dice di seguirlo. Vedo una parete che cade nelle tenebre. Lui si lancia e noi giù a seguirlo, – 40, – 45, – 50, la luce ormai è tenue. Non siamo in Mar Rosso, la temperatura è precipitata dai 24 della superficie ai 15 gradi. Comincio ad intravedere il fondo. Ivan comincia a gesticolare ci indica un punto. Tre cernie nascoste si fanno vedere da sotto una roccia. Francamente più che cernie sembravano tre balene tanto erano enormi.

Finalmente arriviamo sul fondo. Guardo il computer, segna – 58,9 metri. Dopo un’istante sento un beep prolungato, il buon strumento mi dice che sono già fuori curva di sicurezza. Dopo cinque minuti di immersione e mi segnala di risalire. Invece noi continuiamo a seguire Ivan che punta verso un punto preciso. Ad un tratto, vedo una prateria di corallo nero. In realtà esternamente si presenta di un bianco candido che sembra di essere su un prato gelato. Poi vediamo un pesce san Pietro, ancora cernie. Mi sembra di essere proiettato in un altro mondo. La mia lampada illumina ogni ben di Dio. È tale lo spettacolo che si presenta ai miei occhi da non sembrare vero. È una sinfonia di colori e di vita.

Il problema

Ad un certo punto comincia a girarmi la testa in maniera molto decisa. Mi rendo conto di essere sotto l’effetto “Martini”, la narcosi mi ha preso!!!

Richiamo l’attenzione di Ivan con la mia lampada. Gli faccio capire che sono probabilmente in narcosi da azoto. Mi concentro e comincio ad alzarmi di quota. Risalendo già a – 52, l’ubriacatura come d’incanto sparisce. Ivan si avvicina e mi chiede per 3 volte l’ok. Poi con la mano mi indica il numero 3 e io gli rispondo 4. OK!!!  😀 😀 😀 È tutto a posto, l’immersione può continuare. La parete è spettacolare, mai vista una cosa così.

Dopo 15 minuti di immersione, compresa la discesa, Ivan ci guarda e ci dice di risalire. Poi egli si rigira e guarda la parete e il fondo, non capisco cosa fa, poi capisco, lo vedo che si inchina e poi saluta la secca, che personaggio!!!

La risalita è lungo la cima dell’ancora e la facciamo molto lentamente. Il computer mi segnala 33 minuti di Deco. Il manometro invece segna 90 atm – ok con l’aria ci siamo. Alla fine arriviamo a – 6 metri, e qua ci rimaniamo un bel po’! Poi passiamo a – 3 metri e quindi testa fuori dall’acqua. Sulla barca siamo tutti euforici, ognuno racconta la sua versione dei fatti. È stata un’esperienza spettacolare ed indimenticabile!

Favignana estate 2008

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Immersione ad Atlantide ultima modifica: 2008-09-27T11:24:12+02:00 da Giuseppe De Maria
Immersione ad Atlantide ultima modifica: 2008-09-27T11:24:12+02:00 da Giuseppe De Maria

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